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Cortocircuito burocratico: adeguare le tecnologie per evitare multe ingiuste

Occorre rivedere la proporzione tra l'importo della sanzione e il costo dell'eventuale ricorso

Data: 15/10/2018

Cortocircuito burocratico: adeguare le tecnologie per evitare multe ingiuste

Sentiamo di condividere pubblicamente un paio di considerazioni che sono sorte spontanee dopo aver letto gli articoli pubblicati sulle edizioni di giovedì 4 e venerdì 5 ottobre nella cronaca locale de Il Tirreno, riguardanti la polemica sollevata a mezzo stampa contro Polizia Municipale e Tirrenica Mobilità dall’elettricista Paolo Riparbelli a causa di una multa a suo dire comminata ingiustamente.

Un caso esemplare, tutt’altro che raro e purtroppo non così isolato, dal quale si può trarre insegnamento per correre ai ripari adottando un paio di correttivi, sia puramente tecnici sia di natura legislativa, in modo da evitare di penalizzare in maniera assurda e arbitraria gli automobilisti livornesi.

1) Considerato il vasto campionario di tecnologie, software e hardware, messe oggi a disposizione dalle aziende sul mercato, viene da chiedersi perché la società che gestisce e controlla la sosta non abbia già provveduto a fornire all'ausiliario del traffico un’adeguata strumentazione in grado di dialogare con i vari parchimetri. Da parte di chi parcheggia, difatti vige già l’obbligo di digitare le cifre della targa: alla luce di ciò, sarebbe sufficiente mettere a disposizione del ‘vigilino’ un meccanismo che consenta di digitare la targa e visualizzare in pochi secondi se e quando sia stato effettuato il pagamento. Questo sistema sarebbe utile soprattutto nel caso in cui non sia immediatamente visibile il tagliando esposto sul cruscotto, in primis per cause indipendenti dalla potenziale negligenza in buona fede dell’automobilista (ad esempio, il finestrino lasciato parzialmente aperto e un colpo di vento fortuito che sposta il biglietto).

2) Altrettanto fisiologica è anche la richiesta dell’Automobile Club Livorno legata a un ragionevole adeguamento normativo. Questo al fine di stabilire una proporzione più equa tra le spese da affrontare per l’eventuale ricorso e l’importo complessivo della sanzione. E’ difatti impensabile che chi sia convinto di aver subito un torto e voglia vedere riconosciuti i propri diritti, si trovi costretto a far fronte a un costo economico persino maggiore della stessa multa contestata. Un iter burocratico profondamente contorto e palesemente sconveniente per gli automobilisti che, viste le condizioni di estremo svantaggio dalle quali si trovano a partire, nella maggior parte dei casi finiscono giocoforza per desistere dalle loro intenzioni di ricorrere per non perdere altro tempo e altri soldi.

Riccardo Heusch

Commissione Traffico e Mobilità AC Livorno

Nella foto, uno degli articoli che la cronaca livornese de Il Tirreno ha dedicato al caso di Riparbelli