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Sosta blu sul lungomare: tutte le controindicazioni

L’intervento del Presidente Pardini sulla questione più ‘calda’ della viabilità estiva cittadina

Data: 09/08/2018

Sosta blu sul lungomare: tutte le controindicazioni

La viabilità e la sosta sul lungomare livornese, nel tratto di viale Italia, rappresentano una questione spinosa proprio per la natura promiscua dell’area, limitrofa a un’arteria tanto cruciale per il traffico della nostra città.

La scelta da parte dell’Amministrazione Comunale di trasformare la sosta esclusivamente a pagamento ha contribuito quindi a incrementare una situazione già caotica, oltre a aver provocato indirettamente un tangibile danno economico ai titolari degli esercizi commerciali del quartiere. Tale soluzione, tanto invasiva per le abitudini radicate dei livornesi, incarna un guaio cronico per i commercianti, i quali vedono nell’adozione del sistema a pagamento un sicuro calo di clientela. Queste categorie si vedono privare di possibili clienti che evitano di parcheggiare negli stalli blu andando a parcheggiare altrove, sottraendo possibili ricavi a tali esercizi commerciali. Possiamo asserire senza possibilità di smentita che la politica dell’amministrazione comunale si conferma nel trasformare Livorno in un luogo dove si restringono le carreggiate stradali, si favorisce l’incolonnamenti di auto, non si puo’ sostare se non su stalli blu’ a pagamento, si deprime le attività commerciali già fortemente provate, si prolifera di rotatorie anche se non necessarie. L’Amministrazione comunale non potrebbe consultare preventivamente i cittadini, le categorie commerciali e quelle professionali destinatarie di tali provvedimenti, per poter ricevere indicazioni preziose? Perché non si ricorre a consultazioni popolari, magari supportate dai moderni sistemi informatici, prima di decidere su un provvedimento amministrativo? Idem per i residenti: anche se questi ultimi sono esentati dal ticket, restano malgrado tutto privi della garanzia di trovare un posto a una distanza accettabile dalla propria abitazione. Inoltre, tale provvedimento risulta in contrasto con quel processo di riconversione dell’economia cittadina verso una vocazione commerciale e turistica. Appare penalizzante anche per gli avventori il fatto di non avere previsto delle parentesi con deroga dal pagamento. Almeno durante alcune fasce orarie che registrano una minor frequentazione giornaliera. O, ancora più preferibile, uno stop dettato da criteri stagionali legati a un fisiologico calo nel flusso di transito dei visitatori, in primis nel periodo invernale.

Al contrario, il tariffario previsto presenta un conto troppo salato. Tutto senza tralasciare l’aspetto socio economico della vicenda. Nonostante si siano previste delle forme agevolate di abbonamento, quanti si troveranno costretti a sborsare giocoforza una somma importante in fondo alla stagione balneare, solo per riuscire a recarsi presso lo stabilimento di fiducia e godersi una giornata di mare come invece hanno sin qui sempre fatto abitualmente in forma gratuita? Quotidianamente assistiamo a scene singolari di automobilisti che percorrono a più riprese tratti di strada per cercare di parcheggiare in stalli alternativi a quello blu, oppure fermarsi in mezzo alla carreggiata per far scendere i familiari che si recano al mare, creando difficoltà alla circolazione prima di riprendere l’affannosa ricerca di un parcheggio in strade limitrofe non soggette a gabella.

L’Automobile Club ha l’obbligo statutario di condurre una campagna costruttiva, atta a favorire quantomeno la riduzione del costo della sosta: è per questo che ci vorremmo appellare al cosiddetto ‘obbligo di proporzionalità’ tra stalli a pagamento e quelli liberi nella medesima zona. Pur non specificando con precisione la quota, all’art.7 comma 8, il Codice della Strada parla di una proporzione considerevole. Almeno in ‘numero adeguato’, i parcheggi tracciati con linee bianche dovrebbero giocoforza affiancare nelle immediate vicinanze gli stalli blu a tariffa. Un obbligo che trova le uniche eccezioni riguardo alle aree pedonali ed alle Zone a Traffico Limitato, oltre a “quelle definite «A» dall’art. 2 del decreto del Ministro dei Lavori Pubblici 2 aprile 1968, n. 1444”, spesso coincidenti con le zone considerate di particolare valore storico o di particolare pregio ambientale. E’ proprio facendo leva su questo cavillo, nonostante una dettagliata opera di localizzazione geografica della famigerate zone A non sia realtà mai stata coordinata sul territorio nazionale, che le Amministrazioni locali sono riuscite a derogare alla regola. Un criterio che però dovrebbe almeno essere applicato alla tariffazione, con costi commisurati anche attraverso una maggiore frazionabilità e una migliore flessibilità del sistema di pagamento, dotando quanto prima ogni parcometro del necessario bancomat.

Franco Pardini

Presidente AC Livorno