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Dal successo di questo 2022 Aci Livorno non si ferma ed è già a lavoro per progettare il 2023!

Oltre ottomila presenze nei quattro giorni della gara

Data: 14/10/2022

Dal successo di questo 2022 Aci Livorno non si ferma ed è già a lavoro per progettare il 2023!Oltre ottomila presenze nei quattro giorni della gara, che certamente hanno anticipato o allungato la loro permanenza sull’isola, 14 Nazioni rappresentate, record assoluto di adesioni di tutte e trentaquattro le edizioni disputate. Sono i biglietti da visita del Rallye Elba storico, disputato la seconda metà del mese passato, un “must” che nel mondo del motorsport internazionale non ha bisogno di presentazioni o di tanti preamboli. Dici “Elba” e, a parte le bellezze che l’isola napoleonica offre, e la mente anche di chi non si interessa di automobilismo sportivo viaggia subito a bordo di una macchina da corsa. Difatti, si contano forse nelle dita di una mano, le gare italiane di rally che sono conosciute nel mondo e in questa “manita” uno è proprio quello del Rallye Elba. Patrimonio irrinunciabile dello sport motoristico italiano, pardon...internazionale, questo è un tesoro di Aci Livorno, custodito, insieme alla gara “moderna” (che si volge in primavera) gelosamente perché non può esistere un campionato di rally in Italia senza passare dalle strade elbane. Particolare importanza riveste il lavoro organizzativo fatto sul territorio, con il territorio e per il territorio. Si inizia ad argomentare con Locman, il “title sponsor” che da anni conferisce il nome alla gara. Un’Azienda che è nata all’Elba, è cresciuta verso i palcoscenici più esclusivi del lifestyle, non poteva non associare il proprio brand ad una competizione che anche dell’esclusività ha fatto il proprio status. Corre e dominare l’Elba è per molti ma non per tutti, di fatto. Ma soprattutto, negli anni, si è instaurato un rapporto forte con il territorio. Con tutta l’isola. Si parte dall’assunto che all’Elba il rally è “sport nazionale”, lo conferma peraltro il dato di quest’anno, alla “loro” gara hanno preso parte ben 18 esponenti locali, mèmori delle gesta dei compianti Claudio Caselli e Natalino Melani, sempre nei cuori di tutti. Ma lo conferma soprattutto l’ampia apertura e collaborazione delle Amministrazioni, che ogni anno (come accade anche per il “moderno”) lavorano a braccetto con Aci Livorno per creare una gara che sia 2° misura di pilota” ed allo stesso tempo faccia vivere l’Elba oltre i controsterzi e soprattutto che non sia troppo invasiva per la vita quotidiana dei cittadini. Per un territorio non certo grande come l’isola questa particolarità deve essere considerata come primaria, a prescindere che tutti sanno “cosa” è un rally e di certo non lo rinnegano. Notevole è stata anche la comunicazione intorno all’evento. Una comunicazione che si è ramificata: da una parte la stampa “tradizionale”, quella cartacea, dall’altra quella web, irrinunciabile per raggiungere ampie sfere di pubblico, per finire poi all’attività social. Dall’edizione 2020, una delle poche gare che si corsero nonostante l’emergenza sanitaria e le complessità date dalle tante limitazioni (specchio di capacità organizzative e gestionali come pochi altri), oltre a proseguire con la pagina Facebook, sono state avviate le attività su Instagram e Tik Tok. Proprio con quest’ultima piattaforma social, a trazione evidentemente giovanile, il Rallye Elba ha segnato un piccolo, grande record: è stata la prima gara di rally al mondo sbarcarvi. Solo per una cosa: interessare i mondo dei giovani al motorsport, far vedere il bello delle corse su strada a coloro che saranno gli appassionati e magari anche i piloti del domani. Poi c’è il fattore economico. Un luogo magico come l’Isola d’Elba, che praticamente tutto l’anno conosce turismo anche e soprattutto straniero non ha certo necessità di presentazioni, ma il suo rally anzi “rallye” perché si chiama così da sempre, è comunque un veicolo di promozione e di incentivo per le attività del turismo. Tocca infatti proprio al “rallye”, aprire la stagione turistica in primavera con la gara tricolore “moderna” e chiuderla con la “storica”, tanto a ribadire cosa sia la corsa per il territorio. Il rallye fa dunque parte del territorio, ne è parte integrante, ne è nell’anima e questo è uno dei pochi esempi a livello internazionale. Dal successo esponenziale di questo 2022, ad Aci Livorno non si sono fermati, il gruppo di lavoro è già a fare riunioni per il 2023, per la cui stagione ancora non vi è il calendario, ma vi sono già le idee chiare: “Rimarremo a Capoliveri – commenta Marco Fiorillo, presidente di Aci Livorno nonché Direttore di gara – oramai tutti la amano, tra i rallisti – ed anzi, la prova che interessa l’abitato cercheremo di renderla ancora più coinvolgente!”. E c’è già chi non vede l’ora di volare a settembre prossimo.